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A differenza delle ere che la hanno preceduta la transizione verso la Società dell'Informazione assume, almeno nelle intenzioni europee, le caratteristiche di un processo ragionato, scientifico, in divenire. Il passaggio dall'epoca feudale a quella mercantile e poi da quella agricola a quella industriale fu rapido e traumatico: in pochi anni intere categorie sociali scomparvero, e altre conquistarono la scena. La lotta per i nuovi poteri - rappresentati di volta in volta dalle flotte o dai latifondi, dai capitali o dall'influenza politica - da esplicita e guerreggiata divenne anche, forse soprattutto, sotterranea. Storici sociali come David Brody o economisti come Maurice Dobb hanno dedicato pagine indimenticabili ai processi di transizione da una società all'altra, ricordandoci come alla base dei nuovi meccanismi che regolavano la società vi fosse sempre, invariabilmente, l'esclusione di grandi quote di popolazione. La modernità, insomma, ha portato molti benefici, ma non per tutti.
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